io,Caterina Orsini


“Tutto ciò che l’uomo può fare è muovere le cose. E per farlo non ha a disposizione altro che il muscolo, sia che debba bisbigliare una sillaba o abbattere una foresta”
(C. S. Sherrington, 1924)

lunedì 22 ottobre 2012

LA POSTUROLOGIA (parte 1)

LA POSTUROLOGIA 

La posturologia si occupa di ricercare le cause dei problemi della persona, nella sua globalità, “lavora” sul corpo umano con lo scopo di permettergli di muoversi meglio, in termini di costi energetici, nello spazio circostante, agendo sulle diverse forze.

                                E’ una visione funzionale globale! 


lunedì 13 agosto 2012

BUONE VACANZE



                                                 BUONE VACANZE A TUTTI QUANTI


CI RIVEDIAMO A SETTEMBRE 

venerdì 20 luglio 2012

LA RESPIRAZIONE - parte 2

La RESPIRAZIONE - parte 2

I MUSCOLI DELLA RESPIRAZIONE
I muscoli della respirazione possono essere suddivisi in:
muscoli inspiratori: hanno la funzione di elevare le coste e lo sterno per aumentare il volume della cassa toracica; fra di essi distinguiamo i muscoli inspiratori principali (intercostali esterni, gli elevatori delle coste e il diaframma) che intervengono normalmente nella respirazione, da quelli inspiratori accessori (sternocleidomastoidei, scaleni, pettorali, gran dentato, gran dorsale, piccolo dentato) che intervengono solo in caso di movimenti ampi e potenti.
muscoli espiratori: hanno la funzione di abbassare le coste e lo sterno per ridurre il volume della cassa toracica; fra di essi distinguiamo i muscoli espiratori principali (intercostali interni) da quelli espiratori accessori (addominali: trasverso, retto dell’addome, grande obliquo e piccolo obliquo) che condizionano l’espirazione forzata e la compressione addominale.

MUSCOLI INSPIRATORI PRINCIPALI
Diaframma: è un grande muscolo piatto, a “raggiera”, che si estende come una cupola  muscolo-aponeurotica (che vista inferiormente ha una forma di trifoglio: il centro frenico), chiude inferiormente la cavità toracica e separ il torace dall’addome.
Il diaframma è attraversato da orifizi che consentono il passaggio di alcuni vasi (arteria aorta, vena cava, grande vena azigos), dei nervi e dell’esofago.
L’azione principale del diaframma è l’inspirazione, esso, da solo, incide sui tre diametri del volume toracico:
-aumenta il volume verticale, perché si abbassa il centro frenico;
-aumenta il volume trasversale, perché solleva le coste inferiori;
-aumenta il volume antero-posteriore, perché solleva le coste superiori per mezzo dello sterno.
In inspirazione il diaframma, contraendosi, abbassa il centro frenico che si appoggia solidamente sui visceri (ben contenuti dalla “cintura addominale”) e può così sollevare le coste inferiori, si ha così un aumento verticale del volume toracico, che si trasmette attraverso la pleura ai polmoni; questo provoca una pressione negativa intrapolmonare ed un richiamo di aria che determina l'inspirazione.  Senza buoni addominali i visceri verrebbero spinti in basso ed in avanti, di conseguenza il centro frenico non avrebbe più una base solida su cui appoggiarsi ed il diaframma avrebbe una capacità ventilatoria limitata (come nelle paralisi poliomelitiche dei muscoli addominali).
In espirazione il diaframma si rilascia, dunque l'espirazione si ha grazie al semplice ritorno elastico del tessuto polmonare che precedentemente era stato messo in tensione durante l'inspirazione, questo comporta una pressione intratoracica che provoca l'espulsione dell'aria dai polmoni. In espirazione forzata gli addominali si contraggono abbassando la parete inferiore del torace (coste 11* e 12*) e spingono i visceri addominali verso l’alto, facendo risalire il centro frenico, provocando così un aumento della pressione intratoracica. Diaframma e addominali sono antagonisti e sinergici fra loro; se non esistessero gli addominali l’azione del diaframma sarebbe molto limitata.
Riassumendo la relazione fra il diaframma e gli addominali: il diaframma è il principale muscolo inspiratorio, mentre gli addominali sono muscoli espiratori accessori molto potenti in grado di provocare l’espirazione forzata.
Intercostali esterni: gli intercostali sono quei muscoli che occupano lo spazio compreso fra due coste, le fibre sono oblique e dirette anteriormente verso il basso. Essi formano un fascio muscolare che unisce le coste fra di loro; una loro contrazione determina un’elevazione delle coste.
Elevatori delle coste (detti anche sopracostali): originano dalle apofisi trasverse di una vertebra dorsale e si inseriscono sul bordo superiore della costa sottostante, elevandola in inspirazione.

MUSCOLI INSPIRATORI ACCESSORI
Sternocleidomastoideo: unisce il cranio alla clavicola e allo sterno; è un muscolo inspiratore accessorio, perché con il capo fisso eleva lo sterno e la parte interna della clavicola aumentando il volume toracico.
Scaleni (anteriori, medi e posteriori): sono tre muscoli  che originano dai processi trasversi delle vertebre cervicali e si inseriscono sulle prime due coste elevandole durante l’inspirazione.
Fra i muscoli inspiratori accessori troviamo anche i pettorali (grande e piccolo), il gran dentato, il piccolo dentato e il gran dorsale.

MUSCOLI ESPIRATORI PRINCIPALI
Intercostali interni: gli intercostali sono quei muscoli che occupano lo spazio compreso fra due coste, le fibre sono oblique in alto e in fuori; una loro contrazione determina un abbassamento delle coste

MUSCOLI ESPIRATORI ACCESSORI
Addominali: non si trovano solo anteriormente sull’addome, ma si estendono fino alle coste e posteriormente fino alle vertebre. Il trasverso è il più profondo, ha fibre orizzontali che contraendosi riducono il diametro della regione addominale, poi troviamo il retto dell’addome, il piccolo obliquo ed il grande obliquo, essi abbassano con forza la parte inferiore del torace.
Nella zona inferiore del tronco (zona dorso-lombare) troviamo il dorsale lungo, il piccolo dentato posteriore ed inferiore e la parte inferiore del muscolo sacro-lombare, anch’essi fanno parte dei muscoli espiratori accessori.





giovedì 14 giugno 2012

LA RESPIRAZIONE

LA RESPIRAZIONE - parte 1

Una corretta respirazione è fondamentale per una buona postura! Respiriamo circa 15.000 volte in un giorno e se c’è un difetto respiratorio viene ripetuto costantemente, anche quando dormiamo!!

martedì 15 maggio 2012

ERNIA DEL DISCO

ERNIA DEL DISCO


L’ernia del disco è una affezione della colonna vertebrale, è causata dalla fuoriuscita del nucleo del disco intervertebrale dalle fibre dell’anello fibroso (cioè l’anulus, che è la parte esterna del disco intervertebrale, con la funzione di ammortizzare i carichi che arrivano dall'esterno).


Il disco intervertebrale è costituito da due parti distinte:

lunedì 30 aprile 2012

OCCHI E SCOLIOSI

  OCCHI E SCOLIOSI                                      
La posturologia è lo studio del posizionamento del corpo rispetto all’ambiente circostante, nonché della sua capacità di modificarsi, istante per istante, rispetto agli stimoli che riceve. La posturologia clinica ricerca, affrontando il problema a livello della causa, di dare risposte agli effetti e quindi alla sintomatologia,  perchè spesso una disfunzione può manifestarsi in una sede lontana dalla causa della disfunzione stessa.

venerdì 20 aprile 2012

LA SCOLIOSI - parte 2

LA SCOLIOSI  - parte 2

Si parla di scoliosi strutturale quando il rachide risulta deformato in modo permanente e, volontariamente, non è possibile ridurre tale deformazione.

La deformazione è causata dalla rotazione dei corpi vertebrali coinvolti nella scoliosi che danno luogo alla formazione del gibbo (l’elemento più dannoso per la morfologia del soggetto). Tra le scoliosi strutturali, le idiopatiche rappresentano di gran lunga il ceppo più numeroso: la loro eziologia è ignota.