io,Caterina Orsini


“Tutto ciò che l’uomo può fare è muovere le cose. E per farlo non ha a disposizione altro che il muscolo, sia che debba bisbigliare una sillaba o abbattere una foresta”
(C. S. Sherrington, 1924)

venerdì 20 aprile 2012

LA SCOLIOSI - parte 2

LA SCOLIOSI  - parte 2

Si parla di scoliosi strutturale quando il rachide risulta deformato in modo permanente e, volontariamente, non è possibile ridurre tale deformazione.

La deformazione è causata dalla rotazione dei corpi vertebrali coinvolti nella scoliosi che danno luogo alla formazione del gibbo (l’elemento più dannoso per la morfologia del soggetto). Tra le scoliosi strutturali, le idiopatiche rappresentano di gran lunga il ceppo più numeroso: la loro eziologia è ignota.

martedì 10 aprile 2012

LA SCOLIOSI - parte 1



LA SCOLIOSI - parte  1


La scoliosi va assolutamente distinta dall’atteggiamento scoliotico.

Atteggiamento scoliotico = Paramorfismo: è un'alterazione posturale di tipo funzionale che interessa solo i tessuti molli (legamenti, muscoli, etc.) ed è reversibile e autocorreggibile.

Scoliosi = Dismorfismo: è un’alterazione morfologica, strutturata e irreversibile.

Viene definita come scoliosi una deviazione della colonna sul piano frontale maggiore di 10° Cobb associata a rotazione vertebrale (indice di strutturazione) in una radiografia standard in ortostatismo in proiezione postero-anteriore.

venerdì 6 aprile 2012

BUONA PASQUA

I MIGLIORI AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI!!! 
by Armonia Posturale




CATERINA   ORSINI


venerdì 30 marzo 2012

ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO

1.   ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO

E' fondamentale dal punto di vista diagnostico distinguere tra atteggiamento scoliotico e scoliosi strutturale, che sono entrambe deviazioni del rachide rispetto alla verticalità nel piano frontale. La distinzione tra atteggiamento e scoliosi è necessaria e fondamentale, poichè non vi è nessun rapporto tra di loro.
L'atteggiamento scoliotico è un'alterazione funzionale della stazione eretta: la deviazione si riduce interamente in posizione supina con il bacino ben equilibrato. Questa deviazione di tipo funzionale si può sviluppare conseguentemente ad altre anormalità:

giovedì 15 marzo 2012

LA CERVICALGIA

CERVICALGIA

Il primo tratto della colonna vertebrale viene definito zona cervicale ed è costituito da sette vertebre (C1-C7). 


Con il termine cervicalgia si indica un dolore presente in questa zona, che  parte dalla nuca e può coinvolgere, oltre al collo e alle spalle, le prime dorsali e, nei casi più acuti, anche le braccia.

giovedì 1 marzo 2012

LA DORSALGIA

Chi soffre di dorsalgia lamenta un dolore toracico posteriore che spesso si irradia verso la zona scapolare o anche anteriormente sulle costole. Sovente è un dolore trascurato dal soggetto, poiché è di media entità e si riduce con il riposo, viene descritto come un senso di dolenzia localizzato tra le scapole, in particolar modo dopo posture prolungate (studenti chini sui libri, parrucchiere, segretaria, lavori al computer  ecc) o dopo sforzi lavorativi, in altri casi viene avvertito come forte tensione simile a crampo.

giovedì 16 febbraio 2012

LA LOMBALGIA


LOMBALGIA

La lombalgia, rappresenta un problema molto diffuso. Colpisce il 75% della popolazione adulta ed è la più comune causa di assenza dal lavoro sotto i 45 anni, normalmente scompare dopo pochi giorni, mentre nel 10 o nel 20% dei casi può diventare cronica.

Il mal di schiena è principalmente  causato da posture e abitudini scorrette assunte inconsapevolmente nella vita quotidiana e che, nel tempo, originano una serie di piccoli e grandi fastidi vertebrali e articolari, mentre in altri casi si presenta come conseguenze di traumi, di patologie congenite del rachide (scoliosi, ipercifosi…), patologie degenerative (ernie discali, artrosi…), sovrappeso, stress psicofisico. Dobbiamo anche ricordare che possono essere presenti sofferenze muscolo-legamentose, nonché articolari, per via dell’invecchiamento della popolazione e dello stile di vita contemporaneo più sedentario.